PROGETTO CILE - UNA MENSA PER I POVERI

Il progetto a sostegno della mansa per i poveri in Cile è stato attivato per rispondere alla richiesta di aiuto giunta dagli amici missionari della "Fraternità Sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo".

In particolare, il nostro rapporto con i missionari in Cile e con la fraternità missionaria stessa è importante per la presenza, tra i sacerdoti, del carissimo amico don Ruben Roncolato.

La presenza dei nostri missionari e l'opera da loro sostenuta permette di aiutare molte persone che vivono in condizioni di grave povertà, persone che trovano, attraverso il lavoro svolto dai missionari e l'aiuto che anche noi possiamo dare dall'Italia, aiuto conforto e Amore.

La mensa di solidarietà "San Filippo Neri” è un’iniziativa di carità sorta nel 2012 nella Parrocchia Divino Maestro della diocesi di San Bernardo, alla periferia sud di Santiago del Cile.

Alla base dell’iniziativa sta un’idea di due persone della parrocchia, Lariza y Juan Neculman, coordinatori del tempio parrocchiale. Dopo il terremoto del 2010 (un sisma di 9,5 gradi che mise in ginocchio l’intera nazione), la nostra chiesa rimase molto danneggiata.

I due coordinatori pensarono allora di raccogliere fondi cucinando e vendendo unplato único (un pranzo semplice, tutto in un solo piatto) un sabato al mese, agli operatori del mercato rionale che si tiene a pochi passi dalla chiesa. La signora Lariza racconta che, fin dall’inizio, c’erano sempre due o tre senzatetto che le chiedevano (e ricevevano) il pranzo gratis.

Si sparse la voce e, nei mesi seguenti, il numero della gente che chiedeva senza poter pagare aumentava a ogni pranzo. Fu così che Juan e Lariza pensarono: “Perché non organizzare un pranzo gratis solo per la gente di strada? Non abbiamo molti soldi, ma un piatto di pasta non ci costerà poi tanto…”. Ne parlarono con il parroco precedente e il mese dopo, il 28 aprile 2012, aiutati anche dalle altre cappelle della parrocchia, prepararono il primo pranzo gratis.Quel giorno arrivarono più di cinquanta persone. Il mese dopo ne arrivarono ancora di più, anche da altri quartieri e anche non cattolici.

Occorrevano più forze: si riunirono le persone più fedeli alla parrocchia per garantire un pranzo con maggiore frequenza. Decisero di ripetere l’iniziativa tutti i sabati.Poi arrivarono gli aiuti. La Caritas diocesana iniziò a fornire generi alimentari (che i coordinatori vendevano alla fine delle messe per comprare alimenti più economici e il gas per cucinare).

Due benefattori (cresciuti nel quartiere) presero a regalare ogni sabato bibite o carne. Un ortolano del mercato fece lo stesso con la verdura. Durante la Fiestas Patrias di settembre anche un fornaio, dopo aver regalato alcuneempanadas (una sorta di panzerotto tipico cileno), vedendo tanta gente bisognosa, iniziò da quel giorno a regalare il pane. Infine aderirono anche quattro scuole del quartiere, nelle quali si organizzò una raccolta di alimenti.Il numero di persone aiutate dalla mensa è di circa 90, tra cui 10 bambini.

Il numero di piatti serviti è invece di 160 perché molti chiedono il bis (o anche il tris) e altri chiedono qualcosa da portare a casa per cena. Non arrivano solo barboni che vivono per strada, ma anche alcolizzati, anziani, ragazze madri con i loro piccoli, che non hanno nulla da
mangiare.Anche il numero di persone che collaborano è andato aumentando: oggi vi lavorano tre cuoche e altri 4-5 aiutanti, che montano e smontano i tavoli e le sedie nel patio davanti alla chiesa.

Ogni quindici giorni anche i giovani della parrocchia partecipano, servendo ai tavoli e chiacchierando un po’ con la gente. Ogni sabato chi viene alla mensa trova sempre un piatto caldo con una bibita, un po’ di pebre (salsa tipica cilena da mettere sul pane), insalata e pane. In occasioni speciali c’è anche il dolce e, a Natale, una coscia di pollo.  “Negli ultimi due pranzi di Natale - conclude Lariza - abbiamo anche regalato giocattoli ai bambini”.Al secondo compleanno della Mensa si pensò anche al nome.

Alcuni parrocchiani videro un film su san Filippo Neri e scoprirono che andava con una pentola a dar da mangiare ai bambini poveri delle periferie di Roma. E la pentola non finiva fino a quando non riempiva il piatto dell’ultimo bambino. “Noi abbiamo bisogno di un miracolo così!”, fu il commento dei volontari.

E san Filippo fu scelto come patrono del nostro “Comedor Solidario”.

L'INTERVENTO DI AIUTO ATTRAVERSO IL PROGETTO DI KAY LA

Desideriamo dare un aiuto concreto: offrire un certo numero di pasti e garantire continuità nel tempo.

Vorremmo iniziare donando 100 pasti ogni mese.
Proporremo e promuoveremo l’iniziativa, cercheremo anche nuovi amici che siano felici di sostenere questo piccolo e importante progetto.
Per coprire i costi inizieremo utilizzando i proventi del “5 X 1000”.
Lo slogan che proponiamo è:

DONA CON 1 EURO UN PASTO ALLA MENSA DEI POVERI

Anche pochi euro, donati con fedeltà, permetteranno il proseguo del nostro aiuto e garantiranno un pasto ai poveri della mensa perché come ha insegnato Santa Madre Teresa di Calcutta:

NON IMPORTA QUANTO SI DÀ MA QUANTO AMORE SI METTE NEL DARE

Un ulteriore aiuto che chiediamo a tutti è di diffondere il nostro appello affinché possa raggiungere tante persone e sensibilizzare sull’importanza della carità verso chi ha bisogno.


GRAZIE

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"Non importa quanto si dà, ma

quanto amore si mette nel dare"

(Santa Madre Teresa di Calcutta)

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